martedì 22 aprile 2014

Un normale martedì post-festivo

Martedì.
Dopo il lunedì dell'angelo, anche detto “pasquetta”, anche detto “nessuno ha idea del perchè sia festa ma è sempre un giorno in più di vacanza quindi va bene”.
Anche detto: nessuno ha idea del perchè cavolo sia festa accidenti a tutta questa gente che non ha voglia di lavorare è tutto chiuso e io che faccio un altro giorno a casa col pupo.
Ad ogni modo le vacanze sono passate, e tutto sommato anche bene.
Ci siamo alzati presto ogni giorno perchè puffo ha deciso che oltre le sette non è lecito dormire e che le sette e zerotre sono un orario perfetto per saltarmi sulla faccia e scavalcarmi ripetutamente facendo su e giù dal lettone al grido di “Latteee! Bicottooo!”
Ok, non sarà che vuoi fare colazione con latte e biscotti? Va bene, va bene...
Sono le sette e zeronove, vai a scassareleballe dare un bacino a papà che intanto io esco dal coma e mi alzo.
Cinque minuti...
Tre. Dai, solo due.
Porcawacca. Arrivo.

E questa mattina, amore mio, vita mia, luce dei miei occhi: perchè cavolo alle otto stai ancora dormendo che dobbiamo andare al nido e se entriamo dopo le otto e cinquanta fai un casino perchè è già arrivato il carrello della merenda?
Allora: pupo al nido (sto meditando una raccolta fondi per sponsorizzare nidi aperti 24/7), papà fuori casa, io posso finire il mio lavoro al pc e sistemare un poco la casa (lavastoviglie, bagni, sala, le camere non contano tanto non le vede nessuno...), fare la spesa, andare in posta, pranzare in modo sano e leggero, aggiornare il blog, andare a prendere il puffo al nido e... Basta.
Da lì in poi la giornata produttiva è over.

Lavoro al pc: fatto e mail spedita. Attendiamo risposta.

Sistemare un poco la casa. Ecco... Qui già la faccenda si complica quindi mi butto on line e tra un cazzeggio e l'altro trovo un articolo interessante: “Pulire il bagno in 10 mosse”.
Io non amo molto fare le pulizie (le faccio eh, solo non mi piace come invece sembra accadere per altre persone: “uuuuh, come mi diverte passare lo ssuifferrrrr!”) e il bagno in particolare è una cosa che... Uff.
Penso ai bagni degli altri e mi rendo conto di avere qualcosa che non va.
Ma come fanno? Sembra che ci sia un folletto che abita nel water e che appena un ospite entra in casa, BAM, si mette a pulire tutto in un lampo.
Non so: sugli specchi degli altri io non trovo mai goccioline, nessuno perde capelli sul pavimento bianco, i rubinetti non hanno ditate: ma usano la telecinesi per chiudere l'acqua?!
Leggo il titolo dell'articolo e decido di personalizzare un po' il contenuto, cosicchè le mie 10 mosse diventano:

1) Prendi il telefono e chiama la donna delle pulizie.
2) Pianifica il riordino del resto della casa per la mattina in cui lei sistema il bagno (perchè altrimenti stare a guardarla mentre lava è brutto)
3) Procedi col resto della tua giornata.

La spesa l'ho fatta. Ho preso la carne dal macellaio di fiducia (e il 50% della mia fiducia si basa sui suoi ottimi prezzi) e ho deciso di andare poi col pupo a fare la spesa grossa al discount in modo da ottimizzare e rendere proficuo parte del tempo che trascorro con lui.
Non c'entra nulla il fatto che mio figlio si diverte un sacco nel carrello e sta buono a guardare e indicare tutti i cibi mentre io tiro l'ora di cucinare. No, no.
La posta, beh, magari domani eh, che ora è tardi e tra poco chiude e chissà quante vecchietti ci sono in fila.

Pranzare in modo sano e leggero: mezza colomba con mandorle, canditi e uvetta.
Beh? C'è la frutta (candita ma sempre frutta è...), quindi è sana, e poi era solo metà, quindi una porzione limitata.

Aggiornare il blog. Eccomi.
Anche se questa operazione ha richiesto un buon dieci minuti di intensa ricerca per trovare un sottofondo musicale adatto, passando per i Muse, Ludovico Einaudi, The Smashing Pumpkins, la Steve Miller Band e finendo poi con Israel Kamakawiwo'ole (sì, lo ammetto: ho fatto copia/incolla per scriverlo correttamente) su cui ripiego sempre quando niente altro mi ispira/calma/accompagna.


A proposito di blog, dato quello che ho confessato scritto in questo pezzo, credo di poter entrare a far parte del Club delle pessime madri, fondato da C'era una Vodka, che ringrazio, pur non conoscendola, per il club e il logo (disegnato da Burabacio, che nemmeno conosco ma ringrazio insieme a C'era una Vodka); sono certa che darò ulteriore prova di meritarmi un posto nel club, datemi sono cinque minuti con mio figlio...



Sto anche litigando col pulsante di bloglovin'... Ma ce la posso fare. Abbiate fede.

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martedì 15 aprile 2014

Top of the Post

I tre post di altri blogger che più mi sono piaciuti, pubblicati durante la settimana appena trascorsa ;)
Due fanno parte dell'iniziativa di co-blogging lanciata dal blog di Una mamma green "cose che avete imparato nella vita"

1) Si tratta proprio del post di Una mamma green ;)

2) I dieci comandamenti di C'era una vodka

3) Un bellissimo post molto curato e molto diretto di Ma che davvero? a proposito di Frida Kahlo.
L'ho apprezzato molto sia perchè adoro Frida Kahlo, sia perchè penso che ogni donna dovrebbe essere un po' come lei e il post di Chiara non solo ce lo ricorda molto bene ma lo fa anche sembrare possibile.

Ecco i miei post preferiti di questa settimana... Con un giorno di ritardo (avrei dovuto pubblicarlo ieri) a causa di un'ondata di maltempo che ha colpito il mio piloro.
Ma via, ora siamo di nuovo in forma (informe più che altro, ma alla palestra penseremo un'altra volta) ed eccoci qua a postare.
Seguendo la rubrica di Ordinata Mente spero di riuscire a scassarvileballe aggiornarvi settimanalmente.
 



Buona lettura a tutti!

domenica 6 aprile 2014

Banzaiii!

Ho portato mio figlio in ludoteca.
Non sapevo che mi sarebbero serviti la spada laser e la tuta ninja.
No ma dico: siam matti?
Non sono mica ludoteche quelle robe lì! Sono campi di addestramento dei navy-seals!
Tralasciando il fatto che arruolarsi nei marines costa meno e ti danno vitto e alloggio (7€ per mezza giornata più 5€ di tessera associativa che mai più sfrutterò... in ludoteca, non a Quantico), per lo meno, se ti arruoli, hai una vaga idea di quello a cui stai andando incontro; la ludoteca invece la immagini piena di gonfiabili, giochi carini, palloncini, arcobaleni e unicorni rosa e non ti sogneresti mai di trovarti di fronte a quella che è stata la reale ispirazione di Coppola per girare Apocalipse Now.

Dopo pochi secondi dall'ingresso capisci che l'ambiente non è strutturato per far divertire solo i bambini, ma anche gli adulti.
Già, perchè non esistono armadietti per posare borse e giacche. In fondo poi, quale mamma di un puffo di diciotto mesi dovrebbe voler posare borsa e giacca prima di tuffarsi nel delirio di bambini urlanti e iper-eccitati di un salone in cui ci sono ventotto gradi?
Oltre tutto la mia borsa è una piuma, praticamente potrei uscire con una pochette!
Mi basterebbe solo Mago Merlino a fare “ocheti pocheti” e miniaturizzare, nell'ordine: biberon dell'acqua, biberon del succo, pannolini, salviette, cappello, sciarpa, guanti e giacca del puffo, ciuccio di scorta, pacchetto di Tuc-cracker ormai frullati, banana del Commercio Equo (che siccome non riesco a fare la mamma super salutista, perché poi la banana la mangio io e lui si sbafa i Tuc, almeno cerco di recuperare con l'equo-solidale...), pacchetto di fazzoletti, penna, assorbente (lines e tampax - che non sai mai se esci in perizoma o mutanda ascellare), telefonino e ovviamente portafogli grande quando un baule a causa di tutte le tessere fedeltà che non userai mai nella vita, ultima quella della ludoteca.
Fatto sta che gli armadietti non ci sono, Mago Merlino ha preso due ore di ROL e io ho a disposizione una stanza separata, chiusa da una porta, in cui sono 4 stand appendiabiti e una manciata di grucce.
In pratica una mercatino delle pulci di giacche, giacchine, giacchette, borselli e borsoni in cui chiunque può frugare indisturbato chiudendosi la porta alle spalle...
Beh? Mica vorrete far divertire solo i bambini?

Opto per l'opzione “mulo da soma” e mi avvio alla zona riservata ai bimbi 0-4.
L'unico 0-4 è il mio quindi evviva!! Campo libero!!
No, bugia, non è vero. Ci sono altri tre bambini di sette-otto anni che stanno giocando a “tiramelo più forte” lanciandosi ogni tipo di giocattolo che capita loro in mano. Aiuto!
Oltre al cartello “0-4” ne servirebbe uno “Obbligo di corazza”.
Che paura...

Tentiamo l'approccio laterale, schiviamo una palla da rugby lanciata in direzione occipite del puffo e riusciamo ad acchiappare un telefono giocattolo di quelli con la cornetta.
Il puffo alza la suddetta cornetta che gli resta in mano... Faccia di puffo sconsolato.
Niente filo.
L'ha usato uno dei grandi per allestire una trappola a ghigliottina tra lo scivolo e il tavolino.
Bastardo.
Dentro.

Dopo aver preso in piena nuca un settenne lanciato da un ottenne decido di spostarmi e andiamo a perlustrare il resto del capannone.
Vai avanti tu che io ti copro!! No, davvero, occorre andare in gruppo e con gli scudi antisommossa.
Naturalmente gli altri giochi (tappeti elastici, piscina con le palline, maxi scivolo gonfiabile...) non sono minimamente accessibili.
Avvertenza: “Max 4 bambini”
Realtà: “Min 12 kamikaze”

Ritirata gente! Torniamo in trincea!!
Poi un filo di speranza, vedo la luce in fondo al tunnel e la vede anche il puffo che si avvia a passo deciso verso uno scaffale: libri!
Libri!!
Sono ben nascosti, devo dire, mimetizzati in uno scaffale che più brutto non si può.
Poi capisco perchè: i libri son peggio e lo scaffale serve a non farli sfigurare troppo.
Povero puffo, ogni copertina che prende gli rimane in mano!
Ora: o mio figlio è l'uomo da sei milioni di dollari (con tanto di braccio bionico) o le copertine sono, diciamo, liberamente tratte.
Infatti erano tutte, letteralmente, liberamente strappate dai rispettivi libri. Manco una se n'è salvata. Un'ecatombe di cartone!

Allora davvero non è una ludoteca ma un campo di addestramento ninja-seals!

Mi giro, osservo la situazione: ragazzini che saltano ovunque atterrando su materassini, palline o schiene di bambini, UFO sfreccianti (ho riconosciuto forse una paperella, un cellulare giocattolo e ovviamente palle, palle a volontà...), nell'angolo occupato dalla macchinetta del caffè la schiera delle mamme, tutte molto fashion e tutte molto gnorri: “Sai, mio figlio adesso ha sette anni! Finalmente posso andare a farmi i capelli mentre lui si rincoglionisce con la PSP! E pensa: posso anche bermi un caffè mentre lui, in totale autonomia, decapita un amichetto col filo di un telefono giocattolo! Amore di mamma.”
In quel momento ho una visione: è lui, Gandalf il Grigio, in piedi accanto al bordo della piscina di palline.
Un bambino proprio dietro di lui viene colpito in fronte da una scarpa killer; per non cadere di culo, il bambino gesticola e sgambetta come nemmeno Carla Fracci, ma nel suo gesticolare afferra le ginocchia dello stregone, trascinandolo sino all'orlo della voragine.
Gandalf vacilla e cade, e cercando invano di afferrare la plastica, scivola nell'abisso.
“Fuggite, sciocchi!”, grida, e scompare.

Allora fuggo. Prendo il puffo, il nostro baule di roba ed esco.
Conta dei danni: puffo stordito da miliardi di suoni, rumori, movimenti. Portafogli più leggero di qualche euro e benefici zero. Sudata colossale e vestiti da lavare.
Lato positivo: materiale e ispirazione per scrivere almeno dodici romanzi di guerra.


Addio ludoteca, ci vedremo quando mio figlio avrà otto anni e una predisposizione per le armi di distruzione di massa.